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lunedì 7 gennaio 2019

Qualcuno era grillino.

Qualcuno era grillino per frustrazione.




(Adattamento - o parodia, a seconda di come lo si voglia vedere - di "Qualcuno era comunista" di Gaber - Luporini). 

giovedì 22 marzo 2018

"Medicina democratica e partecipativa"




"Dotto', lei che ne dice? E'ggrave? Che ciò un sacco di cose da spiccià a casa e sto stronzo ogni due per tre mi fa finta di avere un attacco di cuore. E' la terza volta che veniamo in pronto soccorso questo mese, io ne ho francamente le balle piene, sa? Se deve morì che muoia, sto rompicojoni".
"Io direi che suo marito ha un infarto, signora. Ma vorrei sentire il parere degli astanti prima di prendere una decisione. Velocemente, per favore, perché io penso che il malato sia grave, e che debba essere immediatamente trasportato in emodinamica. Lei, con la mano alzata, dica".
"Professo' bonasera, so Gigi, l'idraulico, sto in pausa caffè, passavo de qua per caso e non ho potuto fare a meno de stare ad ascoltà. Dico: poniamo pure che ci ha l'infarto: ci ha novant'anni, por omo, nuncapiscepiù ncazzo. Perlamordiddio, lassatelo sta'. Che je fate?"
"Già. Cosa gli facciamo? Lei, con il cappotto rosa, dica".
"Dottore, buonasera. Alessia, personal shopper. Sono qui in pronto soccorso perché ho fatto finta di suicidarmi facendo finta di prendere delle pastiglie per far preoccupare quel porco del mio ragazzo che mi ha tradito, ma lui ancora non è arrivato, e sì che gli ho scritto sette messaggi, al bastardo".
"Signorina, vuole per cortesia arrivare al dunque? Il malato è grave".
"Lei mi tratta con sufficienza, e questo sminuisce il mio tentativo di partecipazione democratica alla decisione medica. E' la saccenza - o meglio, saccenteria! - di quelli come lei, e come Burioni, che rovina il rapporto del cittadino con la medicina. Comunque ho letto su Donna Moderna che il vino rosso fa bene al cuore. Potremmo fargli bere un paio di bicchieri, per intanto?"
"...Oh... Ottima idea, prendo un appunto, guardi. Io pensavo a morfina, acetilsalicilato di lisina, ossigeno e nitroglicerina, ma se lei dice vino... Bene. Se non ci sono altri contributi io provvederei al trasferimento del malato in emodinam... Ah, no, scusi: lei col cappello da alpino, elegantemente accasciato sulla sedia e dalla dubbia continenza urinaria, viste le condizioni dei pantaloni che indossa, dica. Celermente, la prego".
"Me, bevi il vin da sempre. Ma ci ho il cuore che porcaputtana spara colpi, che mi ci han messo l'acceleratore automatico, come il piss macher, ma che porcoduncane mi tiran certe sleppe... Che a me fan incazzare quei bambini di merda che mi fan i gavettoni, che mi incazzo porcodiavolo che mi salta il cuore nella gola, no? Bambini di merda. Allora io dico: ma se il vino ci fa bene al cuore, cazzodiundiavolo, perché a me che ciò l'acceleratore automatico mi va il cuore in sirillazione per quei bambini di merda e mi tira sleppe, ostia, varda che fanno un male del ostia".
"Mi sembra di capire che lei non consigli la somministrazione di vino al malato".
"Riesco mica a cagare, sa?"
"Di questo potremo parlare più tardi, se non le spiace. Ora provvederei a trasferire il malato in emodin..."
"Dottore, temo che il malato sia deceduto".


I titoli sui giornali, il giorno dopo:

L'urlo della vedova: "ASSASSINI, LO AVETE UCCISO VOI"
La testimonianza dell'idraulico: "lo hanno lasciato morire solo perché era un povero vecchio, è stata una cosa inumana".
"Si rifiutavano di prestare ascolto a quello che avevamo da dire. Sono bestie" - esclusiva testimonianza della personal shopper che ha assistito alla tragedia".
"Un branco di incompetenti che ha perso tempo prezioso invece che assumersi la responsabilità di prendere la decisione giusta" - l'amaro sfogo del volontario del corpo degli Alpini che ha cercato invano di contribuire ai soccorsi. (nella foto, sorridente, con i pantaloni bagnati a causa di un palloncino d'acqua scoppiato mentre amorevolmente giocava con un bimbo).




lunedì 26 maggio 2014

Grillo fa bene all'Italia.

Piccola, necessaria premessa: sono stato un grande fan del Grillo commediante. Ma adoravo anche Luttazzi, quindi non vuol dire. :-)

Seconda, necessaria premessa: non ho votato M5S. Nemmeno alle politiche dello scorso anno.

Sono di sinistra, di sinistra radicale, e quindi inevitabilmente deluso da sempre (cioè dal 1994, per questioni anagrafiche: avevo diciassette anni quando ho assistito alla caporetto della gioiosa macchina da guerra di Occhetto) da quel partito che un tempo fu di sinistra e adesso è il PD di Renzi.

La sinistra radicale è progressivamente quasi scomparsa di scena, tra ridicoli litigi su questioni di lana caprina e scissioni progressive, vendoliani che perdono nel congresso del proprio partito e se ne vanno sbattendo la porta (ennò porcaputtanaeva, se perdi NEL congresso del TUO partito rimani lì e cerchi di riguadagnarti la fiducia dei delegati, compagno dei miei stivali), comunisti rifondanti e comunisti italiani spaccati per sempre sul sostegno al governo Prodi e disperanti infortuni simili. Ai tempi dei girotondi, per dire, sarei già stato pronto a votare un movimento guidato da Nanni Moretti ("con questa classe dirigente non vinceremo mai", aveva detto, e tanto mi bastava, perché aveva maledettamente ragione).

Quando un altro artista che stimavo, Grillo, si è messo a fare casino prima col blog, e poi con i v-day in piazza, ho esultato. Ad un artista si permettono e si perdonano molte cose, quando parla da privato cittadino, senza incarichi politici. Uno in quelle condizioni ha il diritto di sfruttare la propria visibilità per gridare vaffanculo in maniera scomposta, se vuole farlo. Se poi quell'artista è un commediante che è abituato al linguaggio iperbolico della satira, gli si perdona praticamente di tutto. Voglio dire: Bill Hicks simulava sodomizzazioni seriali di "musicisti" che vendevano l'anima in cambio del successo. E lo adoro. Anche perché aveva ragione.

Ho cominciato a sperare che la pressione esercitata da Grillo, dal suo blog e dalle prime piazze stracolme di gente potesse portare i partiti a correggere almeno di un po' la rotta sciagurata che stavano seguendo. Grillo parlava di questioni assolutamente condivisibili. Con i suoi limiti, che sono evidenti (quando parla di informatica si vede lontano un miglio che in realtà non ci capisce un cazzo), ma limiti che è possibile tollerare in un comico che esprime il proprio impegno civico. Insomma, ero un grillino, nel senso che ero un sostenitore di Grillo.

Poi è nato M5S, e ho smesso di essere grillino. Perché vedete, io posso adorare un comico, e riesco a farlo anche se ha creduto in quella idiozia delle biowashball. Ma se lo stesso comico è il proprietario di una forza politica cambia tutto. Cambia perché fin dall'inizio è stato evidente che Grillo e il suo movimento non hanno un indirizzo politico condiviso con gli elettori, e spiego perché: io sono contrario alla TAV e all'acquisto degli F35, ok? Sono per la sanità e l'istruzione pubblica. Acqua pubblica, certo. No alla corruzione, ovvio. Ma una forza politica non può lasciare inevase certe questioni, dicendo "deciderà la rete". La decisione della rete è potenzialmente pericolosa quando ci sono di mezzo questioni fiscali, sanitarie, diplomatiche, riservate e via dicendo. Sono ateo, ma un mito antico (una roba astrusa che parla di un uomo semidio, figlio di una vergine ingravidata da uno spirito, che muore e poi ritorna in vita) racconta che il popolo, quando fu il momento di scegliere, scelse un tale Barabba.

Quindi lo scorso anno ho votato per Ingroia.
E quest'anno ho votato per la lista di Tsipras.

Io non sono per il voto utile. Cazzate antidemocratiche da pulsione maggioritaria: uno deve votare quel che più gli si avvicina, riservandosi di poter annullare la scheda se niente gli si avvicina.

Oggi, guardando i risultati, sono contento. E sono convinto che Grillo faccia bene all'Italia. Fa bene perché ha intercettato il dissenso di una larga fetta dell'elettorato che altrimenti non sarebbe rappresentato. Fa bene perché ha permesso a persone come Di Maio di entrare in parlamento e di aumentare ulteriormente la pressione sui partiti. Fa bene perché Grillo è molto meglio dei neonazisti e dei neofascisti, e i suoi supporter non sfasciano le vetrine e non danno fuoco alle auto della polizia. Fa bene perché comunque ha preso il 20%, e può continuare a tenere sul chi va là chi governa il paese, perché una forza del 20% pesa, è strutturale, e può pesare in positivo. Fa bene perché Renzi, che ha stravinto queste europee, ora sa che ha il sostegno popolare per "fare", ma sa anche che se non dovesse riuscire a "fare" il Movimento può tornare a ciucciargli voti.

Renzi ora cercherà, logicamente, di andare ad elezioni anticipate, magari in autunno. Ma intanto, se quello cui punta è il 40%, dovrà "fare", o quantomeno provarci. Questo paese ne ha un maledetto bisogno, quindi incrociamo le dita.


(PS: no, Renzi non lo voterò mai. Proprio no no no).