Cominciamo da qui:
Monti ... assicura che il governo "non farà mancare al settore delle scuole private, cui riconosce una essenziale funzione complementare rispetto a quella esercitata dalle scuole pubbliche, il necessario sostegno economico". E a ciò si provvederà, "compatibilmente con i limiti tracciati con i recenti interventi di revisione della spesa pubblica, con la legge di stabilità del prossimo autunno".
Letto? Ok. Potreste per cortesia rileggerlo una seconda volta? Non esprimete un giudizio personale, non ancora: rileggetelo e basta. Provate, dai. :-)
Fatto? Allora continuiamo da qui:
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Senza oneri per lo stato. Punto. La Costituzione, all'articolo 33, è semplice, netta. Tutti sono liberi di mettere su una scuola, ma lo Stato non deve metterci un centesimo. Non si fa. Non si deve. Lo dice la nostra legge fondamentale, e la nostra legge fondamentale può essere modificata NELLA legge, seguendo l'iter parlamentare di doppia lettura a maggioranza qualificata (i due terzi del parlamento. Non dei presenti in aula, sia chiaro: i due terzi di TUTTI gli eletti nei due rami del Parlamento. Altrimenti si va al referendum confermativo). Monti vuole - come tanti altri - regalare soldi pubblici alle scuole confessionali? Ma benissimo. Io non sono d'accordo, sia chiaro, ma se lo vuole fare lo faccia. Ma NEL rispetto della legge, e non facendo finta che la Costituzione, la legge suprema dello Stato, non esista.
Quindi che si sbrighi a presentare a suo nome (è senatore, no?) la richiesta di iniziare l'iter parlamentare per modificare la Costituzione. Lo faccia in fretta. Oppure si scusi e garantisca che non un centesimo dei soldi pubblici andrà ad istituti privati, e che non ci andrà perché è la Costituzione lo impone. Perché altrimenti un sacco di gente dovrebbe cominciare a credere che le leggi, tutte, si possano lecitamente non rispettare non incorrendo in alcuna sanzione, perché tanto così fanno tutti, a partire dal rispettatissimo presidente del consiglio dei ministri.
E non fa niente se quell'altro faceva più schifo. Questo, pur non adornandosi di puttane, mafiosi e lavatitoli vari, e quindi facendo oggettivamente meno schifo di quell'altro, essendo quantomeno una persona rispettabile, purtroppo mostra di condividere con l'altro (e anche con D'Alema il Bombardatore, intendiamoci) il disprezzo totale per la legge fondamentale dello Stato che è chiamato a governare.
Quanto a me, schifo a parte per certi grandi uomini così piccoli (o così spudoratamente in malafede): che speranza ho di contestare una multa sostenendo che il codice della strada sia in fondo solo un libretto di carta con delle parole stampigliate tanto tempo fa, ormai non più al passo con la tecnologia dei mezzi di trasporto, e che quindi violarlo sia comportamento così diffuso che sarebbe ingiusto e discriminatorio punire soltanto me?
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sabato 18 agosto 2012
venerdì 16 marzo 2012
Padroni a Cosa Nostra.
L'ammissione del leghista. "Ero consapevole del fatto che un terzo dei profitti sarebbero andati alla Lega". Così l'ex esponente locale leghista Marco Paoletti - indagato e interrogato il 21 ottobre scorso dai pm milanesi - racconta nel verbale, depositato al Riesame, quanti soldi delle presunte tangenti per progetti immobiliari, nell'hinterland milanese, sarebbero andati "in quota Lega".
http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/03/16/news/tangenti_lombarde_parla_l_indagato_tangenti_divise_fra_pdl_e_lega_nord-31663700/
Ebbravi legaioli. Continuate pure a ruttare "padania libera" mentre questi vi inculano a secco, forza.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/03/16/news/tangenti_lombarde_parla_l_indagato_tangenti_divise_fra_pdl_e_lega_nord-31663700/
Ebbravi legaioli. Continuate pure a ruttare "padania libera" mentre questi vi inculano a secco, forza.
venerdì 2 marzo 2012
Un' (altra) serata all'ARCI
Questa sera suono all'ARCI Cicco Simonetta, via Cicco Simonetta, zona Navigli, a Milano. Comincio alle 22 e termino alle 22.30, butto lì il meglio e il peggio della mia produzione idiot-style acustica (perché scrivo anche canzoni profonde e piene di poesia, ma quelle riesce ad ascoltarle giusto il mio cane. E solo perché la costringo a farlo). Apro la serata per gli Albergo Roma. Cioè, più o meno suono mentre loro finiscono tipo tutto il vino rosso.
Ingresso con tessera ARCI 5 euri.
Ingresso con tessera ARCI 5 euri.
mercoledì 29 febbraio 2012
Poveri tangentari.
Mi ha francamente fatto morire dal ridere la storia del tangentaro Pennisi, ex presidente della commissione urbanistica di Milano, arrestato in flagranza di reato nel febbraio del 2010 per aver imposto una mazzetta da diecimila euro (quando è stato arrestato cinquemila erano arrotolati in un pacchetto di sigarette, incredibile la fantasia) ad un costruttore bresciano per "sbloccare" una pratica edilizia.
Il tangentaro Pennisi, pentitosi dopo essere finito in galera (i pentimenti sono sempre tardivi e mai spontanei, in questi casi) oggi si lamenta perché la corte dei conti della Lombardia lo ha condannato a risarcire l'amministrazione di Milano con 50.000 euro, per danno d'immagine. Troppi soldi, sostiene il povero tangentaro (che ha patteggiato la pena e ora sta agli arresti domiciliari) pentito. "Non trovo giusto", singhiozza il concussore, "che su un mio errore (Sic!) lo stato di diritto risponda con un'ingiustizia".
Commovente. Io ricordo che a volte ho commesso piccoli errori, e sono stato condannato a pagare somme enormi. Una volta avevo le lucine della targa bruciate, e non me ne ero accorto. Una lampadina costa sì e no due euro, eppure io di multa ne ho dovuti pagare settanta e rotti. Un'altra volta ho svoltato a sinistra, e non mi ero accorto che c'era un divieto di svolta a sinistra: bloccato nell'atto di svoltare da un vigile (che era lì, lo avevo visto: non avevo visto il divieto, ma avevo visto il vigile), multato a sangue sul posto. L'errore peggiore l'ho fatto quando sono andato a Milano usando l'auto di mia madre (la mia era ko) senza prima controllare il libretto, e non mi sono accorto che la revisione era scaduta da una dozzina di giorni. Multe come se grandinasse, importi enormi per errori che tutto sommato non avevano causato nessuna conseguenza. Ma tant'è: ho pagato. Le multe sono multe, si ricevono e si pagano. Anche se sei in buona fede, quando commetti un errore, stai zitto e paghi.
La faccenda del povero pentito tangentaro Pennisi, invece, non poggia su di un tragico errore. Pennisi ha imposto una tangente per "sbloccare" una pratica che, altrimenti, da presidente della commissione edilizia del comune di Milano avrebbe potuto non "sbloccare". Ha estorto dei soldi ad un costruttore (che lo ha denunciato) sfruttando la sua carica pubblica e la sua influenza politica. Cosa un po'diversa dal commettere un errore: ha commesso un crimine.
Ora il povero Pennisi si domanda sgomento come potrà pagare quei cinquantamila euro, che sostiene di non avere. "Io quei soldi non li ho", dice. "Se devo vendere la casa o ipotecarla lo dicano", piagnucola.
Ecco, Pennisi: buona idea. Vendi la tua casa. Ipotecala. Prostituisciti. Fai quel cazzo che vuoi, ma paga.
Il tangentaro Pennisi, pentitosi dopo essere finito in galera (i pentimenti sono sempre tardivi e mai spontanei, in questi casi) oggi si lamenta perché la corte dei conti della Lombardia lo ha condannato a risarcire l'amministrazione di Milano con 50.000 euro, per danno d'immagine. Troppi soldi, sostiene il povero tangentaro (che ha patteggiato la pena e ora sta agli arresti domiciliari) pentito. "Non trovo giusto", singhiozza il concussore, "che su un mio errore (Sic!) lo stato di diritto risponda con un'ingiustizia".
Commovente. Io ricordo che a volte ho commesso piccoli errori, e sono stato condannato a pagare somme enormi. Una volta avevo le lucine della targa bruciate, e non me ne ero accorto. Una lampadina costa sì e no due euro, eppure io di multa ne ho dovuti pagare settanta e rotti. Un'altra volta ho svoltato a sinistra, e non mi ero accorto che c'era un divieto di svolta a sinistra: bloccato nell'atto di svoltare da un vigile (che era lì, lo avevo visto: non avevo visto il divieto, ma avevo visto il vigile), multato a sangue sul posto. L'errore peggiore l'ho fatto quando sono andato a Milano usando l'auto di mia madre (la mia era ko) senza prima controllare il libretto, e non mi sono accorto che la revisione era scaduta da una dozzina di giorni. Multe come se grandinasse, importi enormi per errori che tutto sommato non avevano causato nessuna conseguenza. Ma tant'è: ho pagato. Le multe sono multe, si ricevono e si pagano. Anche se sei in buona fede, quando commetti un errore, stai zitto e paghi.
La faccenda del povero pentito tangentaro Pennisi, invece, non poggia su di un tragico errore. Pennisi ha imposto una tangente per "sbloccare" una pratica che, altrimenti, da presidente della commissione edilizia del comune di Milano avrebbe potuto non "sbloccare". Ha estorto dei soldi ad un costruttore (che lo ha denunciato) sfruttando la sua carica pubblica e la sua influenza politica. Cosa un po'diversa dal commettere un errore: ha commesso un crimine.
Ora il povero Pennisi si domanda sgomento come potrà pagare quei cinquantamila euro, che sostiene di non avere. "Io quei soldi non li ho", dice. "Se devo vendere la casa o ipotecarla lo dicano", piagnucola.
Ecco, Pennisi: buona idea. Vendi la tua casa. Ipotecala. Prostituisciti. Fai quel cazzo che vuoi, ma paga.
venerdì 24 febbraio 2012
Il rogo dei libri "sacri".
Rogo del corano, 12 morti, oggi, in Afghanistan. 15 morti ieri. Per ora, in totale, VENTISETTE MORTI. Non ho capito: ma era l'ultima copia del Corano esistente al mondo, quella? Devo pareggiare bruciando una bibbia, così quelli si calmano? Lo faccio, la getto nella stufa a pellets e salvo qualche vita, checcazzo. Tizi che vi state sbudellando, mi sentite? Oh, mi sentite? Basta sbudellarvi, dai. Brucio una fottuta bibbia, ok? Mi sentite? Sto bruciando una fottuta bibbia, vendetta è stata consumata, potete continuare a vivere, su.
Non vi basta? Butto nella stufa anche due crocifissi, tre madonne piangenti, un quadro di padre Pio e una emorroide mummificata di San Fiacrio, protettore dei sofferenti per le emorroidi (non è una battuta, esiste davvero. Reciti formule magiche rituali, e il cadavere polverizzato di un uomo morto nel SEICENTOSETTANTA dopo Cristo le ascolterà e ti farà passare le emorroidi. Come rimedio empirico penso sia meglio smettere di mangiare piccante, ma non voglio darvi consigli blasfemi).
Ancora non vi basta? E allora sbudellatevi, che dirvi. Straziatevi. Sanguinate, avanti. Fate divertire il vostro sadico dio, forza!
E pensare che quando il mio cane mi mangia i libri io la sgrido e basta.
Ed io per lei sono dio, non so se vi è chiara la cosa.
lunedì 13 febbraio 2012
I limiti della ricerca
Esistono due tipi di ricerca: quella che porta al risultato che il ricercatore voleva raggiungere e quella che non porta al risultato che il ricercatore voleva raggiungere. La prima viene vissuta come vittoria, la seconda come sconfitta. Non si tiene quasi mai conto del fatto che se non esistesse la seconda, la cosiddetta ricerca grigia, non avremmo documentazione degli errori e dei fallimenti, che quindi rischierebbero d'essere ripetuti da altri ricercatori. Ergo, la ricerca grigia è importante quanto la ricerca che
Tutto questo come necessario preambolo per dire che praticamente tutti sostenevano che la mia ricerca fosse inutile e crudele.
"Andiamo, nessun criceto può sopravvivere se gettato da sessanta metri d'altezza sul cemento!", mi dicevano tutti.
Facile dirlo. Oggi, dopo un anno di esperimenti e 723 criceti, posso dire che loro avevano ragione.
Ma io l'ho dimostrato.
La ballata dell'astensionista (rimango a casa a fare un cazzo)
Scritta d'impeto il giorno delle elezioni provinciali del 2010, registrata in casa con due microfoni, un mixerino, una scheda audio esterna e un pc da due soldi.
Attenzione: questa canzone contiene alcune parole volgari e parla di cose sporche tipo la politica e i politici.
Attenzione: questa canzone contiene alcune parole volgari e parla di cose sporche tipo la politica e i politici.
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